Anno II Numero 181 del 30/06/2009

IL TESTAMENTO DEL SARTO

(300x424, 27.038Bytes)  19I 30 NOVEMBRE 08 ALTRARTE

IL TESTAMENTO DEL SARTO

di Michel Ouellette regia di Antonio Serrano

con Gianna Paola Scaffidi - Giovanni Maria Buzzatti

 Costumi Antonella D’Orsi Massimo

Scene Stefania Ponselé

Musiche Flavio Mainella0

Il “Testamento del Sarto” è un testo visionario ambientato in una città futuribile, dove ogni cosa è fatta e controllata dalle macchine, dove l’omologazione, anche nel modo di vestire, è Legge e dove cinque personaggi dipingono gradualmente un quadro spaventoso della periferia (La Zona) di questa città.

La Zona, presentata da IL TESTAMENTO DEL SARTO è una distopia come quella de IL NUOVO MONDO di Aldous Huxley o di 1984 di George Orwell.

Governata da un sistema totalitario con a capo un uomo, l’“Eletto”, nella Zona si predica la castità e la purezza e quindi tutti gli impulsi di base dell’essere umano sono stati banditi.

Tutti coloro che non riescono a controllare tali impulsi sono considerati malati e vengono prelevati dai Servizi Sanitari, gli S.S., per essere trasportati al Lazzaretto, appositamente costruito per loro.

Il confine tra la Zona asettica e asessuata e il centro della città, ancora vittima degli errori dei secoli passati, è protetto da un sistema di controllo computerizzato che monìtora le entrate e le uscite per proteggere la Zona dalla contaminazione.

Ma anche se la retorica dell’ideologia di regime esalta la purezza e la perfezione, la realtà della Zona è ben diversa: è il regno della paura, della vergogna, del silenzio, dei segreti, delle cospirazioni.

Il testo dimostra ancora una volta che nonostante la tecnologia, i sistemi di controllo e monitoraggio, e a dispetto di qualsiasi ideologia e governi totalitari, non si potranno mai sopprimere gli impulsi di base della natura umana che si manifestano nella scansione drammaturgica in varie forme: dall'ambizione alla passione, dall’adulterio al desiderio di vendetta,…

Un testo insolito questo in cui i personaggi dialogano monologando, in cui vengono fatte molte domande seguite solo da silenzi. Il pubblico ha quindi la libertà e l’obbligo di essere parte attiva dello spettacolo fornendo a se stesso le risposte non dette.

STUDIO APERTO PER LO SPETTATORE :0OLTRE I CODICI  

Lo stage propone un esperimento per l’utilizzo di linguaggi nuovi, fuori dai ruoli codificati. In quest’ottica il testo teatrale, al di là del suo valore letterario, diventa un mezzo attraverso cui l’attore danza con le parole e parla con il corpo alla ricerca di una nuova identità.

sabato 22 dalle 16 alle 19 ( quota di partecipazione : € 5 studenti € 10 adulti)


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