Anno II Numero 211 del 30/07/2010

JOHNNY CHE SALVO' LA DEMOCRAZIA

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 dal 16 al 21 febbraio 2010            NUOVA DRAMMATURGIA

progetto speciale per le scuole: dal 16 al 18 solo matinè

STUDIO APERTO PER LO SPETTATORE : SABATO 20 FEBBRAIO ORE 18.00

ASSOCIAZIONE GREENAGER | ARISTARCO RISICA

JOHNNY CHE SALVO' LA DEMOCRAZIA

scritto e diretto da Daniele Aristarco

con Roberto Risica

foto Livia di Mario

Un viaggio poetico nella storia complessa e affascinante degli Stati Uniti ed una feroce requisitoria contro la guerra. La storia di un soldato che sopravvive alla carneficina della guerra dopo essere stato ridotto dalla chirurgia militare a torso umano. Da questa condizione Johnny spinge uno sguardo sempre più lucido e profondo sull’orrore che ha attraversato, ne evidenzia le aberranti contraddizioni e invita alla rivolta.oooo

STUDIO APERTO PER LO SPETTATORE: 20 feb ore 18 ingresso libero

IL SOLE DEL MESSICO LA LUCE DI BERLINO

Quasi uno spettacolo nello spettacolo, il racconto della ricerca di un atto ancora possibile, un nostro possibile teatro. Daniele Aristarco e Roberto Risica raccontano la propria esperienza teatrale, le suggestioni letterarie, storiche, artistiche e la costruzione di un luogo di confronto e dialogo riguardo le piaghe dolorose del nostro secolo, un teatro civile che tenta di ricostituire una comunità critica e partecipe, uno sguardo lucido e profondo che segue il volo dell'Angelo della Storia.

 “C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradio, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che gli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta”.
 Walter Benjamin


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